O'Sensei Morihei Ueshiba

ASAI: A.S. AIKIDO ITALIA

Le arti marziali dovrebbero essere un'estensione del nostro modo di vivere. Qualcosa che ha a che fare con il modo in cui educare i figli, con il lavoro cui dedichiamo molte ore della nostra vita, con i rapporti umani, con la filosofia, con le scelte che facciamo ogni giorno.

Daniele Bolelli - "La tenera arte del guerriero"


ASAI nasce nel 2002 a Venezia per cercare di unificare le pratiche dell'Aikido Italiano, senza pregiudizi nei confronti di metodi e forme che non sono uniformi nelle diverse scuole che le propongono. Anche per questo ASAI è parte e fondatore di AI, un'associazione che racchiude diverse tecniche e scuole di Aikido

Morihei Ueshiba fondatore dell'Aikido, non ha codificato né dato nome alle varie tecniche e per questo ASAI non intende in alcun modo rinchiudere nella formalità di movimenti stereotipati, i principi di un universo infinito quale "la via" dell'Aiki, ma crede invece nell'evoluzione dell'AikiDo oltre la tecnica e oltre alla forma. Per questo ASAI ed il suo direttore tecnico Guglielmo Masetti, lavorano sui principi base che funzionano oltre la formalità tecnica, che troppo spesso, rende la pratica dell'AikiDo troppo "soft" e puramente estetica.

L'Aikido è una pratica per imparare ad ascoltarsi e a comprendersi, sensibilizzando il corpo e la mente nel muoversi, nel relazionarsi con l'altro (l'avversario) e nel difendersi dagli stress esterni che quotidianamente ci aggrediscono.

Quest'arte ha una forte componente spirituale, oltre che salutista. Ciò che nella nostra cultura è stato dimenticato: "mens sana in corpore sano", nell'AikiDo ritrova unità nella pratica, riscoprendo e sperimentando il campo unitario di sentimento, sensazione, pensiero e azione.

L'Aikido è un'arte marziale adarra alle donne e la sua pratica costituisce azione positiva per il superamento delle differenze di genere. Infatti è una tecnica adatta al mondo femminile perchè basata sull'assorbimento della forza dell'avversario, sull'equilibrio e la coordinazione armonica che porta a una sensibilizzazione dell'asse corporeo. La continua ricerca dell'equilibrio - fisico e mentale - richiede una grande attenzione a non utilizzare la forza, che blocca il fluire del movimento e la relazione tra il nostro corpo e quello del nostro compagno/avversario.

Tutte le tecniche hanno un orientamento e una finalità integralmente pacifiste, s'ispirano cioè al principio del massimo rispetto della persona anche nelle sue manifestazioni più aggressive.

I praticanti vengono spinti a ragionare sui reali problemi della vita quotidiana, del sé e della propria armonizzazione all'interno di un ambiente sociale frenetico ed aggressivo: E' necessario precisare che le arti marziali non hanno nulla di magico né possono trasformare un praticante in un superuomo, ma l'impegno nel perfezionarsi attraverso l'esercizio fisico e la passione aiutano, certamente, a divenire persone migliori.